Croce Verde Intemelia Ventimiglia
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ORGANIGRAMMA DEL
CONSIGLIO DIRETTIVO
2009 - 2012
COSCO LUCIANO
BIANCHERI STEFANO
VICE PRESIDENTI:
URSO STEFANO
SEGRETERIA DI PRESIDENZA:
AVV. SISTO VALENTINA
SEGRETARIO:
FAVALORO FRANCO
(DIPENDENTI, TURNI, TESS. SOCI)
DIRETTORI SERVIZI :
PALLANCA DAVIDE
LIOTTA MASSIMILIANO
DELEGHE ESTERNE
LAPINI ANDREA
REVISORE DEI CONTI
SICARI ANNARITA
CONSIGLIERI :
ZUMBO VINCENZO
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
DOTT. PALLANCA SERGIO
CONSIGLIERI :
SISMONDINI ERNESTO
NASCITA DELLA PUBBLICA ASSISTENZA
Siamo a Firenze e corre l' anno 1200.
Messer Pietro Luca Borsi e il capo della Cooperazione dei Facchini e gode di molta autorità e rispetto da parte degli affiliati all' associazione.
Destino vuole che, un giorno, nella piazza di S.Maria Novella, assista alla predica di Pietro da Verona, frate domenicano di notevole fama e di riconosciuto carisma.
Il religioso esercita un forte ascendente sulla folla e riesce anche ad infervorare e a convincere il Borsi, il quale da quel momento si converte alla Fede, comincia a praticare con sincerita e determinazione le sue nuove convinzioni ed il suo Credo religioso. Decide così di combattere accanitamente la bestemmia, come offesa grave e come mancanza di rispetto a Dio.
Tutti sanno che non ci sono bestemmiatori più incalliti dei Facchini, così Pietro Luca Borsi, per invogliarli o quasi per obbligarli a smettere di bestemmiare, decide di stabilire una quota fissa da pagare come multa per ogni bestemmia che viene detta.
Il denaro raccolto deve pero essere devoluto per gli ammalati poveri.
I Facchini si trovano così nella necessità di dover risolvere un grosso
dilemma: bestemmiare, offendere il Signore e
A risolvere questo difficile problema provvede l'abitudine alla bestemmia che e ormai incallita e radicata nel linguaggio colorito dei Facchini fiorentini.
Così la cassetta si riempie velocemente ogni giorno.
Con quei denari si cominciano ad acquistare Ie prime "zane" specie di
gerle portate sulle spalle con le quali i Facchini iniziarono a trasportare gratuitamente gli ammalati all' ospedale.
Nasce così con la cooperazione e l'abnegazione di questi caritatevoli bestemmiatori la "Compagnia della Misericordia" col titolo di Venerabile Arciconfraternita.
Col passare del tempo i Facchini benefattori accettano adesioni alla loro Compagnia anche da persone volonterose e cominciano a ricevere sovvenzioni e lasciti da parte di molti generosi concittadini.
Come ferrea regola, gli affiliati alla Misericordia, per l' aiuto dato, non potevano ricevere nessun compenso personale se non un semplice ringraziamento verbale.
Avevano l'obbligo dell'anonimato e per non essere riconosciuti quando prestavano soccorso, indossavano un cappuccio nero chiamato "buffa" con due fori, attraverso i quali si intravedevano solamente gli occhi.
Era nata
Questo modo di porre e dare aiuto alIa gente si andò diffondendo pian
piano con l' andare del tempo.
Anche nei nostri antenati conterranei infatti l' opera caritativa era ben impressa nel loro animo, ognuno si sentiva impegnato all' aiuto verso chi ne abbisognava.
Questo gesto di portare aiuto, non era solo limitato al momento del bisogno fisico, ma si esternava anche con l'intervento pratico come quello della semina, della raccolta e del pascolo; per quella persona la cui famiglia soffriva stante la malattia del suo principale componente, in loro c' era quel
senso di fraternità che li spingeva ad agire ed a portare aiuto a chi stava attraversando un momento difficile della vita.
Questi aiuti che socialmente interessavano
Questo senso di fratellanza che ci deve unire, che ci e stato tramandato, deve restare vivo in noi ,così come lo è in quelle istituzioni che sono sorte e danno il loro disinteressato aiuto nel momento del bisogno.
ANNO 1947
Nel 1947 la guerra, finita da appena due anni, aveva lasciato in Ventimiglia ancora tracce apertamente visibili del tremendo periodo trascorso. Quale città di frontiera,aveva subito numerosi e gravi bombardamenti aerei e navali oltre all'invasione di truppe tedesche e francesi. La città era stata quasi completamente distrutta, anche perchè era sede di un importante nodo ferroviario e di acquartieramento di truppe.
Per tutti questi motivi, Ventimiglia e stata la città della zona Intemelia e una delle città Italiane più disastrate dall' evento bellico.
La ripresa era così molto più difficile e lunga.
La principale attivita di allora era quella edilizia, mirata alla ricostruzione delle case abbattute dalle bombe, ma essendo poco il denaro, l' impresa edile non riusciva a prendere il via, il lavoro era scarso. II possibile lavoro frontaliero, che avrebbe successivamente portato ricchezza ed agiatezza negli anni sessanta, era ostacolato da rigide barriere doganali, da leggi di frontiera che imponevano minuziosi controlli e non si concedevano facilmente passaporti.
In quel tempo di bisogno estremo, per avere un lavoro onde poter sopravvivere, la necessità aveva dato vita a un fiorente mercato nero con la vicina Francia. Inoltre numerosi erano i cosiddetti "passeur" che, ben pagati accompagnavano clandestinamente oltre frontiera coloro che volevano emigrare.
In questo difficile periodo post-bellico, si può quindi immaginare come, tra le altre cose, fosse carente l' assistenza sanitaria; gli ospedali erano fatiscenti e insufficienti, difficile era raggiungerli in tempi brevi a causa degli scarsi mezzi di trasporto, del dissesto stradale, della difficoltosa viabilità con mezzi motorizzati.
Questa situazione creava notevoli disagi alla popolazione, specialmente per i residenti nelle zone periferiche, nelle frazioni, nei paesi limitrofi.
In zona c' era il presidio della Croce Rossa, ma era insufficiente ad una adeguata assistenza sanitaria, perche copriva soprattutto il pronto intervento.
Fu allora che il Prof. Giovanni Dugini, membro della Croce Verde Genovese, accarezzò l'idea di fondare in Ventimiglia un' Ente di Pubblica Assistenza, che fosse in grado di soccorrere e lenire Ie sofferenze umane.Lo stesso, prese contatto con l' allora Sindaco Avv. Maccario e con il ViceSindaco Sig. Trucchi onde poter ottenere l' appoggio dell' AmministrazioneComunale. Il Prof. Dugini, dopo avere elaborato lo Statuto Sociale, studiò anche la denominazione e lo stemma dell'ente che chiamò, intendendo accomunare oltre alIa città anche i vicini paesi, "CROCE VERDE INTEMELIA". Dopo un anno di solitario lavoro, nel
Il richiamo dette immediatamente buoni frutti; i primi a raccogliere con vivo entusiasmo l'invito furono i Sigg. Guido Gambin, Angelo Giannetto, Gino Lorenzi,Luigi Magliocchetti, Primo Robotti, Luigi Rossi e Raffaele Stefanelli; questi signori formarono il Comitato promotore la cui presidenza fu assunta dal fondatore. E' doveroso ricordare che i membri del Comitato si adoperarono con ogni mezzo, affrontando sacrifici non indifferenti, siano essi stati morali che materiali per dare vita all'iniziativa, in particolare segnaliamo l'azione del Sig. Luigi Rossi che riuscì ad ottenere, dalla Croce Bianca di Savona, una lettiga a mano.
Nel 1949, nella sala consiliare del Comune di Ventimiglia veniva ufficialmente riconosciuta la nascita dell'Ente che tanto vanto avrebbe portato alla città.
IL MILITE
II milite è la figura portante dell' Associazione.
Su di esso, sulla sua disponibilità, sulla sua capacità e basata tutta la struttura ed il funzionamento della Croce Verde.
Nel milite si trova inoltre la volontà precisa di portare aiuto a tutti; sia egli un giovane ragazzo oppure una ragazza, sia un uomo o una donna, ogni milite è ormai maturo e fortificato dalIe comuni esperienze sopportate con abnegazione e impegno.
II milite è sempre presente a se stesso, è calmo, paziente e deve saper trasmettere al primo incontro con l' infortunato, quel senso di fiducia e sicurezza che lo tranquillizzi, facendolo sentire, anche nel dolore, a suo agio.
Ci vuole tempo per arrivare a questa maturità, ma colui che si presenta per entrare a far parte del Corpo dei Volontari, ha già insite queste capacità le quali si affinano e si consolidano nel regolare svolgimento del servizio.
E’ bello vedere i giovani militi che si raccontano le loro prime e significative esperienze, mentre il compiacente sorriso dell' anziano, lì vicino, li gratifica.
E’ gradevole ascoltare l'anziano milite che racconta episodi (anche se spesso piuttosto ingigantiti) , particolarmente gravi che gli sono accaduti.
Quando però sono in azione, il sincronismo con il quale i militi si muovono, l'accettazione delle disposizioni da parte del compagno più anziano, l'umanita espressa sui lora volti e Ie rassicuranti parole di conforto, agiscono da calmante sulle persone soccorse.
L'impegno che i militi assumono verso l'Ente è diversificato in funzione della loro disponibilità. C'è chi fissa un turno notturno alla settimana, chi si presenta per fare un servizio di due o tre ore al mattino presto o al pomeriggio, chi è sempre presente perchè è libero da impegni scolastici o di lavoro per tutto il giorno.
Comunque c'è sempre da fare per tutti: l'ozio è bandito.
Ma il vero fulcro operativo dell' Associazione è imperniato sui sette militi titolari, dipendenti dall'Ente a tutti gli effetti.
La loro presenza copre l'intera giornata, inoltre hanno l'impegno, a rotazione, di reperibilità per una eventuale urgenza straordinaria che si verificasse al di fuori dei normali turni.
Sono loro sette infatti che organizzano le chiamate, effettuano la normale manutenzione dei mezzi e delle attrezzature sanitarie di bordo.
Fanno anche da istruttori alle giovani leve: sono i super esperti del pronto intervento.
I FONDATORI
Ricordiamo coloro che con la loro adesione sottoscrissero l' atto di nascita della nostra associazione.
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Mario |
Cappè |
Luigi |
Magliochetti |
|
Giovanni |
Dugini |
Natale |
Pini |
|
Giuseppe |
Fadda |
Romolo |
Piuma |
|
Guido |
Gambin |
Angelo |
Prantoni |
|
Angelo |
Gianninetto |
Primo |
Robotti |
|
Mario G. |
Gibelli |
Luigi |
Rossi |
|
Giovanni |
Ghione |
Aristide |
Spaggiari |
|
Oreste |
Gorga |
Raffaele |
Stefanelli |
|
Ilo |
Guerrieri |
Angelo |
Squarciafichi |
|
Luigi |
Ibedone |
Secondo |
Squarciafichi |
|
Egidio |
Leonarduzzi |
Ubaldo |
Testa |
|
Domenico |
Lippolis |
Mario |
Venturino |
|
Luigi |
Lorenzi |
Carlo A. |
Zaccagna |
|
Giovanni |
Lorini |
|
|
I PRESIDENTI
Alla Presidenza della C.V.I., si sono avvicendate persone che, gratuitamente, con il loro spirito di sacrificio e con la ferma volontà di valorizzare questo Ente, hanno svolto, giorno dopo giorno, l'impegno assunto con I'accettazione dell' incarico.
Descrivere la figura di ogni Presidente e opera improba ed e facile cadere nel trionfalismo o nella retorica che ne altererebbero la personalità.
Ognuno si e distinto in qualcosa, secondo la propria indole.
In tutti pero c' è stato senso di abnegazione, responsabilità e continuo attaccamento alla causa abbracciata.
Hanno solamente chiesto di avere la possibilita di elargire, quando fosse necessario, il loro pronto, disinteressato e benefico intervento per consentire alla P.A. sotto la loro guida, di fare dei significativi passi avanti, di ingrandirsi, di migliorarsi per accrescere l' attivita e la funzionalita dell' ente.
Sempre la cittadinanza ha risposto con affetto, aIle iniziative e agli appelli che ognuno di loro ha proposto, gratificandoli con illoro assenso.
Dalla sua fondazione ad oggi i Presidenti che si sono susseguiti sono:
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Giovanni |
DUGINI |
Presidente Fondatore |
|
Angelo |
SQUARCIAFICHI |
1949 - 1952 |
|
Ugo |
BIANCHI |
1952 - 1957 |
|
Angelo |
SQUARCIAFICHI |
1957 - 1965 |
|
Cesare |
BIAMONTI |
1965 - 1967 |
|
Don Guido |
PASTOR |
1967 - 1991 |
|
Luciano |
COSCO |
1991 |
I BENEMERITI
In tutte le Associazioni quale che sia il loro scopo, ci sono una o più persone tra Soci e Simpatizzanti cui sta' più a cuore la vita della stessa.
Abbiamo visto come nell' arco dei suoi 50 anni di vita,
Oltre a tutti coloro che abbiamo ricordato, ci sembra doveroso segnalare tra tutti i benemeriti che si sono avvicendati nel corso degli anni, anche le seguenti figure:
-
immobiliare di rilevante valore.
-
-
-
-
-Sig.ra Savoia che nel
FIAT DUCATO in memoria di Mimmo Condello.
-
FIAT TIPO in memoria del volontario Dealessi Silvano.
-Sig.ra LAGANA' Giovanna ha donato nel 2005:
FIAT DUCATO in memoria del Marito Saverio LAGANA'
-Le Fam. Condro’ Martino, Viale Irma, Condro’ Marina e Balbo Robero, hanno donato nel 2007 DUE FIAT STILO per soccorso avanzato, in memoria del loro caro Enzo.
-Le Fam. Condrò e Balbo hanno donato un FIAT DUCATO in memoria del loro caro Condrò Martino.
BENEMERITI:
Famiglia Lauria
Signor Viale Sergio
Signor Viale Giovanni
Signora Lagorio Dina
-Ed infine non ci possiamo dimenticare della Sig.ra Molinari Sofia Ved. FRANCESCOTTI che per più di 35 anni si era presa cura della biancheria in uso nei dormitori e nelle ambulanze; inoltre abile ricamatrice rifece più volte il vessillo dell' Associazione.
Sempre presente nelle manifestazioni pro Croce Verde, contribuiva alla raccolta dei fondi con la vendita di 'Gigiole', piccoli manufatti per la casa, ricami, tutti da lei confezionati, invogliando i presenti all' acquisto nel suo tipico colorato vernacolo.


